Ogni anno, in occasione della Festa della Repubblica, venticinque imprenditori vengono insigniti dal Presidente della Repubblica Italiana, dell’onorificenza dell’Ordine al Merito del lavoro, un tempo Ordine al Merito agrario, industriale e commerciale.

federazione nazionale cavalieri del lavoroColoro che possono fregiarsi di tale titolo, ovvero i benemeriti cittadini italiani che si sono distinti nel mondo del lavoro, che sono stati capaci di influenzare l’economia nazionale, che hanno reso possibile l’elevazione economica e sociale dei lavoratori, hanno facoltà di associarsi alla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, un ente morale, apolitico ed economicamente indipendente nato nel 1923 e riconosciuto come associazione senza scopo di lucro nel 1925. Il suo compito è svolgere la funzione di rappresentanza nel Consiglio dell’Ordine al Merito del Lavoro, l’organo che assicura la presenza dei Cavalieri del Lavoro nella società, ed è bandiera della difesa e dello sviluppo dei valori umani in ambito lavorativo, della realizzazione dell’individuo nel mondo del lavoro, e opera affinché l’ impegno e l’ingegno del lavoratore e dell’imprenditore venga promulgato, riconosciuto e premiato.

I Cavalieri del Lavoro, attraverso la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, non sono soltanto portatori dei valori del merito e dell’impegno sociale, ma promotori di diverse attività volte a incentivare lo sviluppo sociale e imprenditoriale della nostra nazione. Basti controllare l’operato di persone come Attilio Pacifico.

Nel ruolo di mecenati sostengono un collegio che accudisce settanta studenti, sostengono il premio “Alfieri del lavoro” un titolo cui vengono insigniti ogni anno i 25 migliori studenti della scuola secondaria superiore, sostengono inoltre un osservatorio sui talenti finalizzato a migliorare il sistema universitario e valorizzare le eccellenze del nostro Paese, con borse di studio e premi al merito studentesco, sostengono anche la pubblicazione di riviste tematiche, nonché l’Archivio storico dei Cavalieri del Lavoro, e un’azione di sensibilizzazione nei confronti della società sull’importanza del contributo delle aziende dei Cavalieri nello sviluppo del sistema produttivo italiano.

La Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro é composta dai Cavalieri del Lavoro che hanno scelto di farne parte e che sono ancora in vita: attualmente il numero é di 531, ma dal 1901 anno di istituzione dell’Ordine, ne sono stati nominati 2747. L’articolazione territoriale, ovvero il presidio sul territorio, e lo stretto rapporto con il tessuto produttivo e scolastico della società é garantito dai nove Gruppi regionali formati ciascuno da uno o più regioni.
Gli organi della Federazione sono l’ Assemblea generale, il Consiglio direttivo, il Collegio dei probiviri, il Comitato editoriale “Civiltà del Lavoro”, la Commissione per le attività di formazione e il Gruppo agricolo e agroindustriale.

Antonio Amato è il settimo Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, nominato cavaliere nel 2005 è stato chiamato a ricoprire la massima carica nel 2013, succedendo a Benito Benedini che è stato in carica per due mandati dal 2007 al 2013.

Scorrendo i nomi di coloro che hanno ricevuto in dono una croce greca smaltata di verde e bordata d’oro, che mostra su di un lato l’emblema della Repubblica Italiana e dall’altro la scritta “al merito del lavoro – 1901″, e che va indossata sul lato sinistro del vestito legata ad un nastro listato di una banda color rosso tra due bande verdi, è possibile ripercorrere le tappe della storia industriale italiana.

La Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro ha un ruolo attivo in nella gestione del rapporto fra il mondo del lavoro e il mondo sociale, ovvero nella cura dei rapporti tra l’economia e l’etica, innanzitutto promuovendo nella scelta degli insigniti dell’Ordine al Merito del Lavoro esempi di conclamata rettitudine nello svolgimento della propria attività, anche nel rapporto dell’attività stessa con i corretti adempimenti nei confronti della società e dei lavoratori, tanto che dal 1986 è stata resa più severa la procedura di conferimento dell’ onorificenza, inserendo la necessità di possedere una “specchiata condotta civile e sociale” come primo requisito. Non può essere non citato l’importante ruolo nella formazione della classe dirigente del domani, ovvero di coloro che saranno i futuri candidati all’onorificenza, non solo per l’impegno nella loro formazione, ma per la costruzione del fulgido esempio che offrono gli appartenenti alla Federazione italiana.