La “SEO“, search engine optimization è in continua evoluzione e tutto questo per restare al passo con i motori di ricerca ma in particolare con riferimento agli aggiornamenti dell’algoritmo di ricerca di Google.

Cos’è esattamente la “SEO?

È l’insieme di tutte le strategie e attività che consentono a un sito web di ottimizzarsi per essere più visibile e dunque meglio posizionato dai motori di ricerca, partendo dall’URL fino alla stesura di un post. Lo scopo è dunque arrivare nelle serp di Google in particolare, visto che rappresenta il motore di ricerca più usato dagli utenti del web che immettono le loro parole chiavi (keywords) per arrivare alla visualizzazioni di risultati che possano soddisfare le loro richieste.

Evoluzione “SEO”

servizi seo e semL’attività “SEO” si rivolge dunque a Google, per cui è necessario conoscere quanto più possibile il suo algoritmo che nel corso degli anni ha subito sempre variazioni. Per rendere al meglio l’idea, possiamo affermare che inizialmente il “SEO” si basava molto su schemi fissi, l’uso delle keywords giuste a discapito della qualità dei contenuti degli articoli. Con il passare del tempo gli algoritmi di Google sono cambiati andando sempre più a premiare e dunque dare visibilità ai siti di che offrono qualità nei contenuti e che sono capaci di soddisfare i bisogni degli utenti e attirarne l’attenzione.

Ma non basta, l’attività SEO non può più prescindere dai social media e dalla capacità di diffondere i propri contenuti tramite i vari Facebook, Twitter e Google Plus. Sono diventati di fondamentale importanza anche le pubbliche relazioni online, dove ogni sito si preoccupa non solo di pubblicizzarsi, ma di fare in modo di mantenere una certa reputazione e fidelizzare gli utenti.

Fare “SEO” nel modo migliore, è anche sinonimo di “content marketing, non si può prescindere dalla creazione e condivisione di media per acquisire utenti e guadagnare. Attirare l’internauta e trattenerlo grazie a contenuti interessanti che non devono essere solo spot ma anche possedere la peculiarità informativa e illustrativa.

Cosa fare e cosa non fare nella “SEO”

Addio alla creazione di una miriade di backlink basati sulla quantità e lo spam, si deve puntare alla selezione che anche in questo caso si dirige verso la qualità con un conseguente ritorno in reputazione del sito. Stop all’uso smodato di keywords che adesso porta Google ad una penalizzazione invece che a un vantaggio di visibilità, è finita da tempo l’era della keyword stuffing.

“SEO” significa anche un metodo diverso di usare una meta description, non più l’inserimento di una serie di keywords, bensì un modo per incuriosire il lettore. Rimanere attinenti con il tag ititle è importante, ma deve diventare una descrizione e lasciar intendere cosa l’articolo tratterà.

A proposito di Tag title, resta l’unica cosa fondamentale e invariata negli anni nel fattore “SEO”, un paio di keywords principali e il resto per rendere l’idea di cosa si vuol comunicare. Titoli troppi corti non vanno bene, troppo lunghi nemmeno, sarebbe positivo rimanere fra i 55-56 caratteri, praticamente quello che Google rende visibile quando un articolo o post finisce nella serp.

Il copia-incolla è assolutamente diventato deleterio, non solo per le possibili violazioni di copyright da parte delle fonti, ma perché Google penalizza decisamente i doppioni, ovvero i contenuti duplicati. La “SEO” è cambiata, non resta che adeguarsi.